Gli strumenti della celebrante: il questionario

Una delle risorse secondo me più preziose nella cassetta degli attrezzi di un/a celebrante è il questionario iniziale. Non è usata da ogni celebrante (né chi la usa se ne avvale allo stesso modo) ed è giusto che sia così, perché rispecchia in parte caratteristiche individuali. C'è chi si trova meglio a fare lunghe chiacchierate di persona e chi preferisce utilizzare domande e risposte scritte: non c'è un modo giusto o uno sbagliato!

Io appartengo al secondo gruppo di persone e oggi voglio esplorare con voi come questo strumento si integra nel processo di creazione di cerimonie significative e personalizzate.

Ma cos'è questo questionario?

Esattamente ciò che il nome suggerisce: una serie di domande progettate per raccogliere informazioni cruciali sulla cerimonia e sulle persone coinvolte. Oltre a dettagli pratici come luogo e orario, il questionario esplora anche la storia e la personalità dei committenti.

Lo scopo del questionario

Principalmente il questionario è utile sia a chi lo compila sia a chi lo consulta, per diversi motivi.

I committenti hanno modo di riepilogare le scelte prese riguardo la cerimonia, chiarire eventuali punti in sospeso, mettersi d'accordo e magari riflettere su dettagli o possibilità che finora gli erano sfuggiti.

D'altra parte, il/la celebrante può raccogliere tutte le informazioni in poco tempo e in un unico posto, minimizzando il rischio di fraintendimenti o di dimenticarsi qualche pezzo.

Perché un questionario scritto?

Ci sono pro e contro sia nel presentare ai committenti un lungo questionario scritto, sia nel discutere a voce tutti i dettagli fin dall'inizio. Per semplicità e brevità vi spiego perché io preferisco la prima opzione: motivi pratici e personali.

Tempo per compilarlo

La forma scritta del questionario offre ai committenti il tempo di riflettere e compilare le risposte senza fretta, anche a più riprese. D'impatto vedere tante domande a cui rispondere sembra un qualcosa che prenderà tantissimo tempo... Ma pensate di dover raccontare a voce tutto ciò che scrivete, con le normali divagazioni di una conversazione orale: di certo ci vorrebbe molto più tempo per dare le stesse informazioni!

Tutto segnato

Allo stesso modo, uno scritto aiuta il/la celebrante a evitare di trascurare dettagli importanti che potrebbero essere dimenticati durante una conversazione. Può anche essere utile per notare parole o termini ricorrenti (e dunque importanti per chi li ha scritti) e integrarli nel testo della cerimonia, se opportuno.

Maggiori dettagli

In un questionario sono già presenti molte voci essenziali di ciò che si potrebbe inserire in una cerimonia, più domande conoscitive su vari aspetti che possono aprire a racconti e condivisioni utili per la creazione. Naturalmente questo dipende molto dalla personalità e dall'attitudine, sia di chi parla che di chi ascolta! Chi fatica a scrivere potrebbe avere difficoltà a produrre risposte dettagliate e chiare. Ma penso che a voce ci sia sempre maggior rischio di dimenticare qualcosa, distrarsi, cambiare discorso, ecc.

Per quanto mi riguarda mi piace molto ascoltare, ma a volte tendo a dimenticare alcuni dettagli: durante un incontro dovrei segnarmi veramente troppi appunti! Inoltre, per me il questionario non è solo uno strumento pratico per creare una cerimonia, ma anche un'opportunità per conoscere meglio le persone che l'hanno compilato. Le risposte fornite, infatti, spesso rivelano dettagli emotivamente significativi che contribuiscono alla creazione di una cerimonia autentica e toccante; dettagli che a volte, nel parlato, non si riescono a trasmettere o a cogliere allo stesso modo. Almeno, per me risulta più semplice intuire che persone sono attraverso quello che scrivono (o non scrivono), a volte più che parlandoci insieme attraverso uno schermo!

Per questi motivi amo il questionario come strumento non solo per costruire una cerimonia, ma anche per conoscere meglio le storie che sto per celebrare e le persone dietro di queste. Leggere i questionari completati è uno dei miei momenti preferiti perché spesso è qui che vi lasciate andare un po' di più, è qui che inizio a comprendere meglio le vostre storie ma anche le vostre personalità; soprattutto, inizio a vedere come potrebbe essere la vostra cerimonia. Parole o immagini ricorrenti, racconti che vi hanno colpito, titoli di canzoni o testi che sono importanti per voi: sono tutti elementi che raccolgo dalle vostre parole scritte. Il mio compito sarà unirli in un modo fluido, spontaneo ed emotivamente evocativo, in modo da proporvi una bozza di cerimonia che già rispecchi quello che state per celebrare.

Struttura del questionario

La struttura del questionario varia da celebrante a celebrante e dipende anche dal tipo di cerimonia. Vediamo qualche esempio?

Celebrare matrimoni e cerimonie d'amore

Per esempio, per le celebrazioni "di coppia" (matrimoni simbolici e unioni civili, elopement, anniversari, rinnovo di promesse di matrimonio, ecc.), io invio due questionari: uno da compilare insieme e uno singolarmente. Questo permette ai committenti di allinearsi sulle loro preferenze e aiuta me a comprendere la storia d'amore da entrambi i punti di vista.
Il primo è un modo per loro per prendersi un momento per tirare le somme, riepilogare e confrontarsi su quello che vorrebbero per la loro cerimonia speciale, in modo da essere allineati e non rischiare fraintendimenti o confusione. Il secondo invece mi serve per leggere la loro love story da due punti di vista e capire quali sono le vicende importanti per entrambi, cos'è che li ha portati l'uno verso l'altro, cosa sarà importante sottolineare e ricordare durante il rito e come.

Celebrare nuovi arrivi e nuovi inizi

Per quanto riguarda cerimonie come battesimi laici o inaugurazioni, di solito (ma può dipendere dal tipo di cerimonia, dal contesto e dalle richieste) preferisco limitarmi a un solo questionario, indipendentemente dal numero di persone coinvolte in primo piano. Posso però proporre e concordare l'integrazione del questionario standard con qualche testo o indicazione extra, anche individuale, a seconda dell'occasione e delle richieste.

Celebrare funerali: un discorso a parte

Se si tratta invece di un funerale il discorso cambia: il tempo spesso è limitato e la sensibilità è alta. Do quindi la possibilità di scegliere come preferiscono darmi le informazioni che ritengono necessarie per creare una cerimonia secondo i desideri loro e della persona scomparsa: scrivendo, parlando o rispondendo a una serie di domande. La situazione meno complicata e pesante, di solito, è quando la persona che è mancata aveva già lasciato delle disposizioni scritte per la propria cerimonia di commiato: per questo è un consiglio che do sempre.

E se non ve la sentite o non vi va di compilare un questionario? Nessun problema: ne parliamo e troviamo una soluzione alternativa. La creazione di una cerimonia personalizzata dovrebbe essere un processo flessibile e su misura, per soddisfare le esigenze e le preferenze individuali!

Musica per un Addio: Over the Rainbow

Forse non sembrerà una canzone adatta a un funerale. Ma vi assicuro che l'ho sentita più di una volta in questo contesto e l'effetto è dolcemente nostalgico, a metà tra il sogno e il pianto. Una scelta per salutare in modo delicato una persona amata e ripromettersi di rivedersi, ancora, un giorno.

In altro oltre le cime dei camini / Ecco dove mi troverai

Il brano originale risale al 1939, è cantato da Judy Garland e fa parte della colonna sonora del film "Il mago di Oz".

Da qualche parte oltre l'arcobaleno / Molto, molto in alto / C'è una terra che ho sognato / Una volta, in una ninnananna...

La versione che ho in mente io, invece, è Somewhere over the rainbow di Israel Kamakawiwo'ole - ma ognuno di noi ascolterà con più o meno coinvolgimento emotivo una diversa variante dello stesso brano.